Dislivelli fatti….. dall’auto


Il meteo ballerino non invoglia a fare gite vere e proprie, ma mica si può stare sempre a casa, anche se un trasloco lascia tante macerie a cui bisogna mettere mano… ma poco alla volta si farà  tutto. Senza troppo stress.

E allora ecco quattro giri veloci, più che quattro gite, fatti in una manciata di ore ,e  nelle vicinanze. 

Un su e giù con l’auto che si è sobbarcata le fatiche dei dislivelli e che ci ha portato a vedere alcuni luoghi assolutamente nuovi per noi ma non distanti da Lamon.


1- monte Avena : si tratta di un magnifico balcone subito sopra Feltre (da una parte) Sovramonte dall’altra. Domina tutta la vallata. Purtroppo l’aria non limpida e la minaccia di temporale non hanno permesso di godere  del panorama, ma siamo riusciti a vedere la vallata, il lago d’Arsié, Lamon , Feltre, ma anche abbiamo intuito nella foschia cima Grappa, altopiano di Asiago, val Sugana, Ortigara…

In ogni caso la cima del monte Avena, usata in estate per lanci con parapendio è un posto splendido fatto di pascoli e vacche e cavalli con delle magnifiche malghe. Ci torneremo magari in autunno , prima delle nevicate e dell’apertura degli impianti.








2- forte Leone a cima di Campo, sopra Arsié. Altro incredibile balcone sulle montagne circostanti. Posto veramente bello e piacevole. Bellissima vista anche se purtroppo aria non limpida. Curiosa la storia del forte mai armato ma creduto dagli austriaci come tale per cui lo hanno combattuto per conquistarlo. Ma hanno solo trovato delle mura.. strada bianca ad arrivare ad un pianoro che leva il fiato.






3- giro in val del Mis (sopra Sospirolo) con breve sosta sul suo lago, giro veloce ai cadini di Brenton , e poi alla cascata della Soffia. In entrambi i casi si vede come la forza dell’acqua riesce nei secoli a scavare, crearsi le proprie strade e i propri percorsi…

E prima di ripartire ci siamo fermati al bar vicino alla cascata dove ho mangiato un ottimo panino. Era la prima volta che assaggiavo il “pastin”, tipico di quella zona. 

Continuando a salire in val del Mis ad un certo punto si devia scendendo verso Fiera di Primiero viaggiando su una strada praticamente incastrata tra il Pizzocco , le vette feltrine e le Pale di San Martino, tra pascoli e boschi. La strada è  strettina e stupisce che venga percorsa da autobus di linea grandi ; incrociandone uno su un tornante, questo ha fatto marcia indietro per lasciarci passare e poter a sua volta fare la curva… 

Siamo arrivati in val Canali e abbiamo deviato un poco arrivando al ristorante La Ritonda che chiude la strada; giusto un veloce pellegrinaggio (il tempo di un caffè) in un posto che ha visto nel 1977 una spensierata e “rustica” vacanza di tre giorni con amici con cui Gab arrampicava.. 

la val Canali è una valle bellissima, conservata bene e piuttosto selvaggia. Pochissime case, un campeggio , tanti sentieri. Merita di essere vista, anche se penso che in piena estate sia molto affollata.











4- forte Lisser sopra Enego. È veloce arrivare a Enego da dove abitiamo, un po’ meno al forte . Percorrere questa lunga e molto stretta strada bianca richiede molta attenzione al guidatore . La passeggera (io) , pur con po’ di cagarella per la strada e sempre con il timore di trovare un’auto in direzione opposta, si è goduta i panorami fatti da enormi pascoli che sembrano usciti dal pennello di un pittore, della mandria di cavalli al pascolo, delle fioriture nei prati. Ho notato che tutte queste zone , nelle parti sommitali, sono come dei grandi altipiani, fatti di pascoli e morbide alture. Sono tutti segnati dalla storia della prima guerra mondiale, recano tutti vestigia di forti e postazioni. E anche qui si trova un grande forte, visitabile, con dei volontari molto bravi che te ne raccontano le storie. Incredibile scoprire che la parte interrata in effetti è scavata nella roccia e successivamente murata . La temperatura interna al forte ha costretto l’uso del pile. E anche qui il panorama si intuisce magnifico, fino alle Pale di San Martino ma osservando anche cima D’Asta, cima Grappa, Ortigara e chissà  che altro si riuscirà a vedere in una giornata limpida. Nella foto in cui mi si vede stavo salendo sul tetto del forte dove ci sono le tre cupole da cui uscivano le bocche di fuoco.











Mi sa che con quest’ultima gita mettiamo un punto ai giri automobilistici, almeno per ora,  e incominceranno quelli “ a piedi” con sudore e fatica. Vedremo. Anche perché non intendo proprio inanellare grossi dislivelli. Uno, sono troppo vecchia e stanca per affrontarli, due perché mai? 

Intanto la settimana scorsa è stata densa di nuove visioni, nuovi orizzonti. Incomincia la spunta tipo la raccolta delle figurine : ce l’ho, ce l’ho, mi manca…la rifacciamo?

E sappiate che oggi un bel temporale ristoratore ha mitigato il caldo arrivato fin qui e spero anche dissipato la nube di sabbia africana che rendeva i cieli giallini e opachi.



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