Ricominciamo a girare

 Piano pianino le cose si sistemano ( a dire la verità è un parolone ma facciamo finta di crederci), e allora lasciamo spazio e tempo anche a piccole toccate e fughe sul territorio.

Giovedì, dopo aver risolto il fondamentale problema di iscrizione alla sanità veneta -( ditemi se non è assurdo che uno che trasloca da una regione all’altra ed essendo cittadino italiano, debba sobbarcarsi tutta una serie di adempimenti burocratici e questi non possano invece essere risolti “d’ufficio “ dal comune dove si chiede la residenza…bah l’UCAS è molto affollato , soprattutto a Roma)- , abbiamo deciso per un giro in giro senza fatica e in auto : Feltre, Monte Grappa e sacrario, Bassano (solo sfiorato), casa….


Partiti da Feltre abbiamo fatto una strada stretta e con tante curve per salire alla vetta del Grappa, montagna cosi importante, direi sacra, per noi Italiani. I boschi che si attraversano sono splendidi e dove ci sono gli alpeggi lo sguardo spazia dalle Dolomiti bellunesi, alla piana di Feltre/Belluno e probabilmente anche alle Pale di San Martino se non ci fossero le nubi a farla da padrone.


 



 


Si arriva al Monte Grappa che ormai le nubi stanno salendo velocemente e fanno presagire la pioggia che di lì a poco sarebbe arrivata. Noi l’abbiamo schivata per un pelo andando a mangiare un boccone al rifugio, finita la visita . Non abbiamo visto la parte museale perché  stava chiudendo dopo una visita scolastica (per fortuna ci sono ancora insegnanti che sottolineano l’importanza di questi luoghi) né ci siamo spinti al forte causa condizioni meteo. Ma ci torneremo di sicuro.

Il luogo , oltreché memoria dei caduti della prima guerra mondiale (italiani e austriaci), oltre a essere monumento alla bruttura, distruzione, morte  di qualsiasi guerra , è in una posizione dominante sopra una serie di alpeggi e di declivi verdi. Merita sicuramente di essere rivisto magari in una giornata limpida (mi hanno detto che in quel caso si riesce a scorgere Venezia), e vista la vicinanza ci torneremo.  







La tomba del soldato Peter Pan che pur essendo tedesco ha curiosamente il nome di un bimbo fantastico che volava credendo nei sogni. Sicuramente  anche questo ragazzo avrà avuto sogni nel cassetto e invece è stato mandato a morire al fronte 


   



Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a vedere , molto di corsa , il lago di Arsié. Carino, defilato ma nulla di eclatante. Però frequentato da amanti del windsurf che ci trovano spazio e vento.




Ieri, venerdì, invece abbiamo dedicato del tempo a un gita “vera”, seppur breve.


Siamo andati ai laghetti di Colbricon, subito sotto passo Rolle. 

Una gita poco faticosa e breve , quasi tutta in piano, attraverso dei piacevoli boschi in cui purtroppo tante piante sono state colpite dal bostrico, e che  porta sotto il Colbricon dove ci sono due laghetti che con il sole sicuramente sono un luogo molto bucolico. Si scopre leggendo i tabelloni che in quel luogo hanno ritrovato i resti di focolari accesi 9500 anni fa. Evidentemente già allora le zone erano antropizzate. Del resto ci sono sentieri che scavallano e portano dal Primiero ai boschi di Paneveggio e si può pensare fossero luoghi pieni di selvaggina.








     

Insomma abbiamo incominciato a togliere un po’ di ruggine alle giunture e a esplorare i dintorni.

Certo che un temporale , o piovuta che sia, al giorno non me lo aspettavo proprio.

Però l’aria che si respira, e la tranquillità sono impagabili.

E ogni giorno uno di questi amici viene a svegliarci e ci tiene compagnia…



Unica nota dolente di questi giri? Le centinaia di motociclisti (molto poco educati) incontrati su e giù per i tornanti. Quasi tutti con l’ansia da prestazione per cui nelle curve e nei tornanti ce li siamo ritrovati in senso di marcia opposto praticamente di fronte alla metà del muso dell’auto, e non a velocità limitata. Per fortuna che mio marito  è uno tranquillo alla guida che cerca sempre di prevenire.  Abbiamo schivato almeno una decina di possibili impatti fermandoci, sia in salita che in discesa.

Se avessi potuto avrei ficcato le marmitte bollenti dove non batte il sole a tutti quanti stracciando contemporaneamente la patente in mille bricioline….

Commenti

  1. Il lago del Corlo ad Arsiè è molto bello in fondo. Dove si scende verso la Valsugana (che mi pare ora sia chiusa alle automobili).
    Li ci sono anche i ruderi di un piccolo paese.

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  2. Scusa non mi sono firmata nel precedente commento. Sono Cris. Ho visto ora che viene come anonimo

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